misurare il risparmio energetico

Misurare il risparmio energetico

Quando si parla di risparmio energetico si intende energia non consumata. Tuttavia è noto che a qualsiasi misuratore venga richiesto di computare consumi e non l’assenza degli stessi. Come misurare quindi qualcosa che non esiste? Come misurare l’assenza di consumo?

La questione a prima vista è banale, ma la risposta all’interrogativo di fondo è tutt’altro che scontata. Anzi, diciamo di più, la risposta è la leva per promuovere l’efficienza energetica.

I consumi energetici nell’industria sono variabili e dipendono da volumi e mix di produzione, condizioni di mercato, clima.

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Come verificare l’efficacia di un intervento di risparmio energetico, se le condizioni al contorno cambiano?

In sostanza, occorre calcolare “quanto avremmo consumato se non avessi effettuato l’intervento”.

La norma di riferimento ISO 50015 riguarda i “piani M&V” (measurement & verification) per l’efficienza energetica e cita in merito il protocollo americano IPMVP (International Performance Measurement & Verification Protocol) dell’AEE (American Energy Engineers).

L’equazione base del risparmio energetico si può descrivere come segue:

risparmio = consumo ante intervento – consumo post intervento +/- aggiustamenti.

In questa equazione, gli aggiustamenti sono quelli che consentono di creare l’effetto di adattamento dei consumi ante intervento (o post) alle condizioni al contorno che si sono verificate post intervento (o ante).

 

Un esempio.

Se un’azienda consuma 100 tep di energia primaria nell’anno 2016 e nel 2017, a seguito di un intervento di efficientamento energetico consuma 110 tep, apparentemente si è avuto un aumento dei consumi. L’energy manager potrà però notare che la produzione che nel 2016 era stata di 5000 unità può essere aumentata ad esempio a 6.000 unità. Se consideriamo che la produzione sia l’unico fattore di aggiustamento, il consumo atteso (senza interventi di risparmio) avrebbe dovuto essere 120, pari a 100 * 6000/5000. Il risparmio quindi è stato ottenuto ed è pari a 10 tep, ovvero 120 (atteso) – 110 (reale).

Questo semplice esempio porta a capire quanto importante sia una valutazione attenta di quelli che sono i fattori che influenzano i consumi energetici e di quanto sia necessario avere un piano di M&V – Monitoraggio e verifica (Measurement & Verification) codificato, per valutare con precisione l’efficacia della gestione dell’energia e il valore degli interventi di miglioramento che vengono adottati.

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Conclusioni.

Il protocollo IPMVP e la ISO 50015 sono gli strumenti adeguati per misurare il risparmio e comunicarlo al soggetto beneficiario che a seconda dei casi può essere l’imprenditore, il Responsabile della Produzione, l’Energy Manager o il Direttore Tecnico dell’azienda. Strumenti articolati e complessi che possono essere interpretati e applicati secondo un ampio spettro di possibilità e con conseguenti differenti livelli di efficacia.

Questi strumenti sono parte integrante delle competenze di Econ Energy che individua il miglior approccio tecnico attraverso una preparazione teorico-tecnica multidisciplinare e una profonda conoscenza dei processi industriali.

TRASFORMARE L’ENERGIA DA COSTO INCONTROLLATO

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